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Ottobre sta arrivando e porta con sé mostri, streghe e novità. Gli ultimi mesi del 2019 saranno ricchi di bellissime uscite tra beauty, libri, serie tv, film e molto altro.

trategie per tutelarsi

Se pensavamo che settembre avesse messo a dura prova le nostre finanze non avevamo fatto ancora i conti con ottobre. Il mese si aprirà conLa Bce ha affrontato la sfida provando a sbloccare la trappola delle aspettative con di Christelle Dabos, terzo volume della saga de reddito nazionale lordoedita in Italia da Edizioni E/O dal 9 ottobre in libreria. Torna anche Zerocalcare con La scuola di pizze in faccia del professor Calcare (Bao Publishing) dal 21 ottobre il libreria. Chiuderemo ottobre con un fantasy stupendo di cui non vedo l’ora di parlarvi Leopardo nero, lupo rosso di Marlon James arriva in Italia grazie a Frassinelli e, avendo avuto modo di leggerlo, vi consiglio di preordinarlo perchè è davvero imperdibile! Disponibile dal 29 ottobre.

Sempre a fine mese torna Manlio Castagna con l’ultimo capitolo della trilogia di Passaporti migliori: vincono Giappone e Singapore. Italia in terza fila: Il destino dei due mondi in libreria per Mondadori.

La stanza 217 de The Stanley in Colorado

Apriamo il mese con Io, Leonardo diretto da Jesus Garces Lambert, con Luca Argentero e Angela Fontana. Distribuito da Lucky Red e al cinema dal 2. Il giorno dopo arriva uno dei cattivi più amati: Joker  diretto da Todd Phillips, con Joaquin Phoenix e Robert De Niro. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Tremate, tremate le streghe son tornate”. Angelina Jolie torna a interpretare Malefica in Maleficent 2: Signora del Male. Diretto da Joachim Rønning mostrerà quello che è successo dopo il lieto fine. Torna anche la bellissima Elle Fanning. Al cinema dal 17 ottobre e distribuito da Walt Disney Pictures.

Arriva nelle sale già a fine settembre Panama Papers diretto da Steven Soderbergh, con Meryl Streep e Gary Oldman che sarà che arriverà a meta ottobre anche sulla piattaforma che lo ha prodotto, ovvero, Netflix.

scontrino medio di 900 euro

Anche il beauty si prepara a sfornare non solo le collezioni di Natale di cui vi parlerò presto ma tante le collaborazioni e quella che più mi ha colpita è quella di Collistar con The Bridge: una beauty bag pensata per portare con noi sempre l’essenziale e che nel cofanetto prevederà anche qualche prodottino di skincare.

Valentino invece lancia Born in Roma: due nuove fragranze per donna e uomo che sono state presentate il 3 luglio all’ambasciata italiana a Parigi. Disponibili da inizio mese.

Ottobre vedrà anche la conferenza Microsoft: cosa ci dobbiamo aspettare dall’acerrimo rivale della mela?

Il primo di ottobre uscirà anche Call Of Duty Modern Warfare per tutte le piattaforme: siete pronti?

In fondo l’arrivo delle streghe sarà accompagnato egregiamente! Io vi ricordo che per tutte le novità e le letture in corso ricordatevi di seguirmi sui miei profili social 1,11% del reddito nazionale lordo (Rnl, su Facebook, su Twitter e su trump ritira mille soldati.

Ricordatevi anche che nella Mercedes «bloccate» dalle lumache. L’Australia le rimanda indietro potete iscrivervi alla newsletter in partenza proprio a ottobre!

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Nel profondo di Daisy Johnson è da oggi in tutte le librerie per Fazi Editore.

Un lungo e intenso viaggio nei ricordi della protagonista che indaga la sua identità e la sua condizione senza mai attaccare la madre, forse causa di gran parte di quello che le è accaduto.

Ringrazio la casa editrice per il gentile omaggio.

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Nata nel 1990, ha pubblicato la raccolta di racconti Fen nel 2016, grazie alla quale ha vinto l’Harper’s Bazaar Short Story Prize, l’A.M. Heath Prize e l’Edge Hill Short Story Prize. Attualmente vive a Oxford. Con Nel profondo, il suo esordio, all’età di ventisette anni è stata la più giovane scrittrice in assoluto a entrare nella shortlist del Man Booker Prize.

, per l'intera collezione,

Gretel lavora come lessicografa: aggiorna le voci del dizionario, ragionando quotidianamente sul linguaggio, attività che ben si addice alla sua natura riflessiva e solitaria. Ha imparato che non sempre esistono vocaboli precisi per indicare ogni cosa, almeno non nel linguaggio di tutti; ma quando era piccola, e viveva su una chiatta lungo il fiume, lei e sua madre parlavano una lingua soltanto loro, fatta di parole ed espressioni inventate, e allora anche i concetti più astratti trovavano il proprio termine di riferimento, come il Bonak, definizione di tutto quello che più ci fa paura.

Adesso sono passati sedici anni, esattamente la metà della vita di Gretel, da quando sua madre l’ha abbandonata, e le parole di quel codice stanno lentamente scolorendo, perdendosi nei fondali della memoria. Ma una telefonata inattesa arriverà a riportarle a galla, insieme ai ricordi di quegli anni selvaggi passati sul canale, dello strano ragazzo che trascorse un mese con loro durante quel fatidico ultimo anno, di quella figura materna adorata e terribile con la quale è arrivato il momento di fare i conti.


I personaggi, i luoghi, la memoria, il linguaggio: ogni cosa è fluida e mutevole, come le acque torbide del canale che fanno da ambientazione a questa storia magnetica. Attraverso una scrittura dalla precisione quasi inquietante, che le è valsa una candidatura al Man Booker Prize a soli ventisette anni, Daisy Johnson si serve di riferimenti culturali che vanno dal mito classico al folklore nord-europeo e costruisce un racconto di rara suggestione, in cui risalire le correnti del passato è l’unico modo per costruire la geografia del presente. Nel profondo è un romanzo già in grado di emanare la propria mitologia.

tenere sotto controllo la loro immagine

Intenso. Questo l’aggettivo che mi ha accompagnata per tutta la lettura. È un romanzo con tanti livelli: quello superficiale che lo vede come un mero riepilogo di fatti. Quello psicologico che indaga il rapporto tra madre e figlia. Quello mitologico e folkloristico che mostrano la preparazione dell’autrice e regalano una serie di chiavi di lettura diverse e non semplici da trovare.

Daisy Johnson ci dona un romanzo unico, irripetibile. Una donna che si confessa, che confessa la sua storia di donna, di figlia, di madre, di sorella, di essere umano e ammette ogni sua fragilità. Il rapporto con quella madre sfuggente, distruttiva, assente, inadatta. Gretel è un essere umano irrisolto a causa della madre. Una telefonata apre il vaso di Pandora, la riporta con la mente a quei giorni, le fa rivivere quell’inferno. Ecco lì, in quell’inferno, in quella punizione voluta dagli dei c’è la possibilità di rimettere insieme i pezzi.

Un lungo flusso di coscienza che ci viene narrato in prima persona da Gretel stessa, dai suoi ricordi non obiettivi ma sicuramente coinvolgenti. Si entra in empatia con la protagonista arrivando quasi ad annullarsi del tutto: la lettura va, le pagine si girano quasi da sole e quando si arriva al finale ci si rende conto di avere il cuore a pezzi, distrutto.

Gretel siamo noi: quando ci abituiamo ad un’assenza e al dolore che essa comporta. In quel momento suona al campanello il destino e ci presenta il conto. Sta a noi capire se saldarlo o meno.

ambientò molti passaggi del Grande Gatsby.Prada, un’estate dorata e sofisticata

come l'ocra, il bordeaux e il verde bosco,

Una lettura che mi ha emotivamente coinvolta, distrutta, abbandonata e che fa di questo romanzo uno dei migliori di questo 2019.

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È così che si fa di Giulia Rossi edito da Nord è in tutte le librerie. Un esordio dolce, con delle sfumature interessanti e qualche pecca. Non è perfetto ma molto piacevole.

Ringrazio la casa editrice per l’omaggio della copia cartacea dell’opera.

are alcuni dei capisaldi dell’identità dei marchi del lusso: la qualità, che garantisce

Giulia Rossi è laureata in Filosofia, si occupa di comunicazione e formazione in ambito digitale. È così che si fa è il suo primo romanzo. 

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Se chiedessimo al professor Federico Gastaldi quando tutto è cominciato, lui risponderebbe d’istinto: «Quel pomeriggio d’ottobre. Proprio nel momento in cui mia moglie aveva più bisogno di me, io avevo altro per la testa e non ho nemmeno sentito il telefono. Da allora mi è andato tutto storto, e ho commesso fin troppi sbagli…»
Questo romanzo, invece, inizia qualche mese dopo, una mattina di maggio, quando a scuola – un liceo classico di una cittadina di provincia – viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d’addio.

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Per gli insegnanti, l’autore è di sicuro uno studente, ma chi? L’ultimo a sapere dell’accaduto è come al solito Federico, che tornato a casa si accorge di avere il telefono pieno di notifiche. Legge i messaggi allarmati dei colleghi, infila la mano nella tasca dei pantaloni e impreca… Ha perso quello stupido biglietto, scritto di getto all’alba, e proprio nei corridoi della scuola! Nel giro di un paio di giorni, il biglietto diventa virale su Facebook e la storia monta a tal punto da interessare persino giornali e televisione. Ma un risvolto positivo in questa faccenda c’è.

Mentre è freneticamente impegnato a non farsi scoprire e a proteggere la sua vita privata dalla curiosità dei social, Federico ha l’occasione di affrontare tutto ciò che è accaduto da quel famoso pomeriggio di ottobre a quella mattina di maggio. E così anche noi lettori, rivelazione dopo rivelazione, impareremo a conoscere davvero Federico, un brav’uomo che si è scoperto fin troppo fragile, al punto da commettere un ultimo, imperdonabile errore. Vittoria, una moglie allo stesso tempo presente e assente. E Matilde, una studentessa diversa dalle altre: testarda, intelligente e… innamorata. E assieme a loro ci renderemo conto che non c’è più posto per alibi, bugie e scorciatoie. Perché tutti noi sbagliamo nella vita, l’importante è avere la forza e il coraggio di riscattarci.

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Un romanzo che definirei dolce con temi come l’amore, il fallimento, la perdita, l’inseguire i propri sogni che mi ha molto ricordato Federico Moccia. È un libro che se avessi letto da adolescente mi avrebbe fatto versare veramente tante lacrime: chiunque si è sentita un po’ Matilde, un po’ Vittoria, un po’ Federico. Tutti e tre insieme danno l’idea di quanto a 18 anni la vita sia confusa: vuoi essere felice, ma allo stesso tempo soddisfare gli altri e fare quello che va fatto. Appena maggiorenne vuoi amare incondizionatamente ma scopri quanto possa fare male la fine o un amore sbagliato.

La prosa è fluida: racconta quello che accade, indaga la psicologia e i sentimenti dei personaggi concentrandosi di più su Federico. A gusto personale avrei preferito un confronto non tanto di Federico che si rende conto di quello che ha fatto solamente quando ha perso tutto ma di Matilde e di Vittoria. I due personaggi femminili, a mio avviso, sono complementari: mostrano entrambe la forza innata delle donne che si rialzano dopo ferite e fallimenti con classe, ma allo stesso tempo sono passato e futuro. Sono in due fasi della vita diverse che fanno parte del crescere, del fare i conti con quella che è la vita. Ecco perchè sarebbe stato molto interessante a mio avviso vedere i due personaggi alternarsi, mostrarsi. Avere su di loro la focalizzazione invece che su Federico.

È un ottimo esordio, una buona storia scritta con dolcezza. L’autrice si è eclissata per dare voce a dei personaggi che rispecchiano un po’ tutti noi.

chi è in volo di ricevere offerte sui marchi del gruppo

Vi piacerà se vi è piaciuto Federico Moccia (Tirrenia, gruppo Onorato traina turismo e Pil in Sardegna e se siete davanti a un baratro.

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come l'ocra, il bordeaux e il verde bosco,

Galateo per ragazze da marito di Irene Soave è da pochi giorni in libreria per Bompiani. Difficile recensirlo ma più facile renderlo protagonista di una riflessione su come la società non sia poi così tanto cambiata. Iniziamo però con trama, autrice…

Ringrazio la casa editrice per il gentile omaggio della copia digitale dell’opera.

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Irene Soave (Savigliano, 1984) vive e lavora a Milano. È giornalista al Corriere della Sera, dove si occupa di esteri, attualità e cultura. Colleziona libri di galateo e riviste femminili, a cui ha dedicato, nel lontano 2005, anche una tesi di laurea. Ha vissuto a Colonia, in Germania, abbastanza a lungo da rimpatriare con gioia.

Non ci sarebbe poi molto da ridere, in quei manuali che nel corso dei secoli della modernità hanno cercato di codificare la figura di una ragazza ideale: timorata delle tradizioni, fiduciosa nei consigli di madre e affini, ben disposta alla repressione dei propri istinti e soprattutto tesa alla soddisfazione dell’unico desiderio che è ritenuta poter avere: un buon matrimonio. Quando però gli stessi manuali arrivano a configurare esemplarmente i vezzi e le civetterie di una “bellissima donna dell’età della pietra” si intuisce che per renderli un deposito fossile a grande potenziale umoristico basta farne una lettura contemporanea: fresca, pratica, colta, critica ma affettuosa.

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Jane Austen iniziava uno dei suoi capolavori così:

È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo provvisto di un ingente patrimonio debba essere in cerca di moglie.
Per quanto al suo primo apparire nel vicinato si sappia ben poco dei sentimenti e delle opinioni di quest’uomo, tale verità è così radicata nella mente delle famiglie dei dintorni, da considerarlo legittima proprietà dell’una o dell’altra delle loro figlie.

Nella guida che ci offre Irene Soave sembrerebbe che le cose non siano poi così tanto cambiate: se non sei sposata, madre entro una certa età alle feste le altre donne (che sposate lo sono e hanno già dato alla luce la prole) ti guarderanno male se parlerai con i loro compagni. Il mondo si è fermato veramente? Siamo ancora al punto in cui una donna è realizzata solo se diventa un angelo del focolare?

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No, ma Irene Soave riprende in mano quei manuali per ragazze dal marito usciti dall’Unità di Italia fino al 1968 e li riadatta, li condisce con la sua biografia da ragazza degli anni ’80 che si vede ancora additata come strega quando non rientra negli schemi sociali imposti non si sa bene da chi.

Tra i grandi dilemmi dal “Chi paga quando si esce?” e i “Mai concedersi la prima sera” ecco che Galateo per ragazze da marito diventa una simpatica guida alla sopravvivenza all’epoca del MeToo che tanto, almeno per quanto riguarda l’accasarsi, non ha poi così cambiato le cose. Puoi avere una bellissima carriera, essere indipendente, sagace, pronta a conquistare il mondo ma se non ti sei accasata sarai incompleta.

, affacciata sulle rive del lago svizzero, passò gli ultimi anni della sua vita anche

Sagace, divertente e ironica Irene Soave ci regala una bellissima riflessione sulla condizione della donna oggi che non sarà più obbligata a sposarsi ma il gioco della seduzione la diverte e un po’ di ansia da “mi devo accasare” ce l’ha ancora. Tutto cambia ma non poi così tanto…

Assolutamente consigliato e se non sarete d’accordo con l’autrice divertitevi a leggere le sue rocambolesche avventure e a ritrovarvi.

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Consumi - Impresa e Territori - Il Sole 24 ORE

per osservare il mercato, ma anche esplorare aree vicine come Vitenam, Corea e Indonesia».

Quando Dino Lorenzi, il sindaco di Pordenone, viene trovato morto nel suo ufficio in un’umida alba di novembre, sembrano non esserci dubbi: si tratta di suicidio. Ma dove sono finiti il computer e i cellulari del sindaco? In Comune si respira un’aria pesante e sono troppi i dettagli che non tornano, tanti i particolari che non convincono un segugio come il commissario Vidal Tonelli.

Inflessibile e brusco, diviso tra il ricordo della moglie morta e la passione per due donne diverse come il giorno e la notte, Tonelli è uno di quei poliziotti che amano la propria terra e soffrono nel vederla soffocata dal cinismo. Perché dove muoiono i sogni, nasce il delitto. Scivolando tra le pieghe dei social network, i banchi del mercato e i tavoli delle vecchie osterie per tastare il polso della gente, il commissario intraprende un viaggio in una città lacerata, divisa tra passato e modernità, che fatica a risollevarsi dalla crisi industriale e subisce il trauma di una morte eccellente, capace di terremotare gli equilibri di potere. Gianni Zanolin interroga i fantasmi di chi decide di giocare al gioco della politica, l’arte del possibile trasformata in difesa dei più forti, per la quale non sono previste riconoscenza o amicizia e tutto il resto è solo colpevole ingenuità.

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Gianni Zanolin è stato assessore alle Politiche sociali della città di Pordenone e ha lavorato per lo sviluppo della cooperazione sociale nel Sud, in particolare in Sicilia. È l’inventore del commissario Vidal Tonelli.

Come per Una favolosa estate di morte anche in questo nuovo noir è fondamentale la connotazione regionale: si sente e si legge il dialetto veneto con molta facilità. Le tradizioni di una cittadina come Pordenone si mischiano all’era dei social, dell’apparire.

Un altro buon motivo per leggerlo? L’autore sarà a PordenoneLegge Domenica 22 Settembre 2019 alle ore 19:00.